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Amianto, i dati sono allarmanti

Di FRANCO MAURELLA 

mario-melfiJONIO – La Regione Calabria, con il Dipartimento Ambiente e Territorio, Settore 2 Urbanistico, diretto da Domenico Modafferi, ha presentato, in un’apposita conferenza stampa, la Card da consegnare a tutti i Comuni sullo stato dell’arte relativo alla presenza di amianto sugli edifici pubblici e privati.
L’AMIANTO IN CALABRIA. Di fatto, il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, attraverso la Card destinata ad ogni singolo comune della nostra Regione, si pone l’obiettivo di avere un quadro il più possibile attendibile sulla presenza di amianto e cemento-amianto in Calabria.
«Un lavoro estremamente importante – è stato il commento di Mario Melfi, capostruttura del Dipartimento regionale Ambiente e Territorio – in quanto, collegato all’approvazione del registro tumori da parte del consiglio regionale, permette alle istituzioni di lavorare concretamente a difesa della salute del cittadino».
Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Card, è emerso che le città dove si registra una maggiore presenza di amianto sono: Reggio Calabria, Crotone e Lamezia Terme.
Dunque, sono due comuni capoluogo di provincia e la città aeroportuale quelli che presentano il maggiore inquinamento da amianto di tutta la regione.
LA PRESENZA DI AMIANTO NELL’ALTO JONIO COSENTINO. C’è da chiedersi in che condizioni è la provincia di Cosenza.
Noi l’indagine, attraverso Mario Melfi e il suo Dipartimento regionale “Ambiente e Territorio”, l’abbiamo condotta per conoscere la situazione “amianto” nell’Alto Jonio cosentino, che conta, come noto, 16 comuni. La mappatura dei 16 comuni, per come riferitoci da Melfi, evidenzia una situazione preoccupante.

I FINANZIAMENTI MINISTERIALI PER LA MESSA IN SICUREZZA E LO SMALTIMENTO DELL’AMIANTO. La Mappatura sin qui eseguita e la Card consegnata ai comuni per un’ulteriore quantificazione dell’amianto presente consentirà ai Comuni interessati di richiedere finanziamenti al Ministero preposto per mettere in sicurezza gli edifici pubblici e privati. «Inoltre – evidenzia Melfi – per come già annunciato dal presidente della Regione, onorevole Mario Oliverio, con la programmazione dei fondi Por 2014/2020, saranno messi a disposizione per lo smaltimento dell’amianto ulteriori fondi».
«Un passo avanti, ritengo – conclude il Capostruttura del Dipartimento Ambiente e Territorio – che la nostra Regione fa in direzione della tutela e salvaguardia sia dell’ambiente e sia della salute dei cittadini».
IL CASO VILLAPIANA. Nel particolare dell’Alto Jonio, è a Villapiana Scalo che da tempo si registra la protesta dei cittadini per i tanti capannoni industriali coperti da lastre di cemento-amianto di cui chiedono la rimozione e lo smaltimento.
Negli anni, del problema sono stati investiti i sindaci degli ultimi tre mandati amministrativi: Luigi Bria, Roberto Rizzuto e, oggi, Paolo Montalti. Quest’ultimo ha ricevuto una nutrita delegazione di cittadini residenti nell’area urbana dello Scalo di Villapiana che hanno sottoposto all’attenzione del sindaco la presenza di 16mila metri quadrati di pannelli ondulati di cemento-amianto a copertura di diversi capannoni industriali.
Al sindaco Montalti è stato fatto presente che sei anni fa vennero raccolte 100 firme, rappresentanti altrettanti nuclei familiari, che accompagnarono un esposto inviato al sindaco pro-tempore e al Distretto sanitario di Trebisacce. Esposto che rimase senza esito nonostante la denuncia dei residenti dello Scalo secondo i quali «i cittadini continuano ad ammalarsi di tumore e, purtroppo, a morire».
Per la cronaca, da quanto appreso a suo tempo, le morti sospette potrebbero essere otto e, pare, tutte residenti nei pressi dei capannoni con coperture in eternit di cui si chiede la bonifica.
Il sindaco Paolo Montalti non ha glissato su un problema reale così come lo sono le preoccupate rimostranze dei cittadini dello Scalo.
Montalti ha rassicurato i cittadini riferendo loro che avrebbe investito del problema l’Arpacal a cui avrebbe chiesto la messa in sicurezza dei capannoni e fabbricati con coperture in cemento-amianto. In caso di insoddisfacente risposta da parte dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, il sindaco Montalti ha assicurato ai suoi concittadini ulteriori interventi pur di tutelare la salute dei residenti dello Scalo di Villapiana.
A distanza di anni, la speranza dei residenti allo Scalo di Villapiana è di risolvere un problema che desta allarme e preoccupazione per la salute pubblica. Il sindaco Paolo Montalti ha preso a cuore la questione.
«L’amministrazione comunale – afferma Montalti – intende continuare ad affrontare una questione divenuta ormai insostenibile per l’ambiente e la comunità di Villapiana che, essendo scomoda e non semplice da affrontare, rischia di restare irrisolta se non vi è dietro una forte volontà di perseguirla».
Ad oggi, non vi è stato alcun passo avanti con i proprietari dei capannoni che hanno conferito mandato ad un avvocato per perorare la loro causa a seguito dell’intimazione da parte del sindaco Montalti a rimuovere e smaltire l’amianto delle coperture.
Forse, nel momento in cui sarà possibile accedere ad importanti finanziamenti per la messa in sicurezza e lo smaltimento dei pannelli di cemento-amianto, il problema “Villapiana Scalo” potrebbe trovare soluzione.

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