Home / Attualità / Ambiente: la sfida di Alotto (e di tutti noi) passa per Corigliano Rossano

Ambiente: la sfida di Alotto (e di tutti noi) passa per Corigliano Rossano

Il ciclista torinese ha fatto tappa a Corigliano Rossano. Insieme alle sue due ruote un messaggio di primaria importanza per tutti noi

di Josef Platarota

Tutta Italia a bordo della sua bici per un ideale nobile e attuale: la sensibilizzazione sul tema ambientale per la difesa del mare, dei ghiacciai e della biodiversità. Oliviero Alotto è partito da Torino ed è giunto in Calabria, oggi 23 luglio, precisamente a Corigliano Rossano, ospite della Masseria Mazzei.

«È un’idea nata durante il lockdown – spiega il runner – per parlare di un’Italia che cerca di resistere e di reagire. Voglio che si parli di terra e di economie positive che possono essere un modo per rinascere in questo momento di fatica».

Il Covid ha mostrato come capitalismo e l’attuale impianto economico fossero delle maschere di cera che si sciolgono di fronte ad una fiamma: «In questi due mesi abbiamo visto accartocciarsi un modello che non funzionava. Abbiamo poche alternative e vanno per il rovesciamento con il ritorno alla terra fino ad un’economia sostenibile che regga la sostenibilità».

Per Aleotti il meridione, e perché no Corigliano Rossano, può essere un modello futuribile: «Al nord si è perso totalmente il contatto tra consumatore e produttore, qui al sud è molto più presente».

Una sfida abbracciata anche dalla padrona di casa Alessandra Mazzei – professoressa del liceo cittadino a da sempre molto sensibile alla tematica ambientale – in cui un ruolo importante potranno avere le nuove generazioni: «I giovani saranno i veri protagonisti di questo cambiamento, perché stanno assimilando in maniera convinta l’importanza queste tematiche. La speranza è che diventino gli interpreti di un’altra storia della Calabria, perché il racconto della nostra regione va riscritto. Ad esempio – chiarisce – il nostro paesaggio collinare non viene mai raccontato come qualcosa degno di nota, intendo quelle specificità che rendono la nostra terra un autentico giardino di biodiversità».

Il produttore o coltivatore devono tornare alla ribalta: «Il sud, grazie al nostro clima, – sottolinea il presidente territoriale di Codiretti Antonello Fonsi – ha una biodiversità unico. Simao un popolo molto attaccato alla tradizione e la facciamo camminare di pari passo con le nuove tecnologie. L’imperativo è quello di puntare sulle nostre eccellenze e fare capire al consumatore da dove arriva quel determinato prodotto. Solo così possiamo creare un futuro sostenibile e, soprattutto, sano».


 

Commenta

commenti