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Alto Jonio, a Villapiana e Francavilla il maggior numero di stranieri

di FRANCO MAURELLA


raccolta agrumiDue comuni dell’Alto Jonio, Cerchiara di Calabria e Trebisacce hanno aderito ai progetti SPRAR (Servizio centrale del Sistema di Protezione dei richiedenti asilo e rifugio) del Ministero dell’Interno, ottenendo finanziamenti per ospitare rifugiati politici.
A Cerchiara sono ospitati, al momento, alcuni nuclei familiari di cui si occupano giovani altamente specializzati che ne favoriscono l’integrazione con la comunità locale che ha ben integrato i cittadini di origine africana, tanto che dopo qualche riserva iniziale, ha festeggiato con loro anche la nascita di una bimba. Ma è così dappertutto?
Diciamo che le comunità che ospitano il maggior numero di extracomunitari sono quelle di Villapiana e di Francavilla Marittima.
Nei due comuni, soprattutto al Lido di Villapiana e nella parte alta di Francavilla, ci sono interi quartieri abitati esclusivamente da nordafricani, soprattutto cittadini originari del Marocco.
In numero minore sono distribuiti negli altri comuni del comprensorio, mentre sono totalmente assenti nei piccoli centri montani.
Esemplare, in tal senso, il tentativo fatto dal piccolo comune collinare di Canna, ai confini con la Basilicata, il cui sindaco dell’epoca, Alberto Cosentino, promise un alloggio a cittadini marocchini esentandoli anche dal pagamento delle tasse comunali e della bolletta per l’energia elettrica. Condizione richiesta, la residenza a Canna e, soprattutto, un numero di figli in età scolare non inferiore a tre.
Il sindaco Cosentino, di fatto, voleva evitare la chiusura delle scuole dell’obbligo per mancanza di alunni e pensava, con tale espediente, di rimpolparne la frequenza ed impedire la chiusura della scuola.
Esperimento solo parzialmente riuscito.
Ma, accertata la presenza notevole di extracomunitari nordafricani, orientali del Pakistan, indiani e cingalesi oltre a cittadini comunitari dell’Est europeo, soprattutto rumeni e ucraini, la domanda è: come vivono e cosa fanno queste persone?
Nelle campagne, soprattutto di Rocca Imperiale città del limone Igp, sono i braccianti (foto) i lavoratori maggiormente richiesti. In questo caso, in origine erano soprattutto nordafricani e dell’Africa Sub -sahariana  ad occuparsi della raccolta nei campi.
Negli anni, la sempre maggiore presenza di cittadini europei dell’Est, ha fatto si che gli africani venissero pian piano sostituiti. In tanti partono con i pulmini di buon’ora per andare soprattutto nel metapontino a raccogliere fragole, frutta ed ortaggi.
Mentre i marocchini e altri cittadini africani vendono i loro prodotti (borse, cinture, occhiali e minuteria) sui marciapiedi o con improvvisate bancarelle, i Pakistani hanno, invece, il senso del commercio stanziale.
A Trebisacce vi sono almeno cinque negozi in cui i proprietari pachistani vendono collanine e braccialetti, ninnoli e pellami.
Questa gente riesce a mandare nei loro paesi d’origine fino a mille euro al mese, privandosi, comunque, di ogni “lusso” o concessione.
La nuova frontiera, però, è quella delle badanti. Sono essenzialmente ucraine e rumene quelle che assistono i nostri anziani che maggiormente si sono adattate alle loro esigenze.
Da ultimo anche le cittadine nordafricane provano a cimentarsi con i lavori di assistenza anziani.
Vero è che non sono tutte rose e fiori. Molte sono state le denunce per maltrattamenti ad anziani e furti, risoltosi con precipitosi licenziamenti.
La maggioranza delle badanti è bene accetta e si è integrata. Rumene ed ucraine percepiscono circa 700 euro al mese, a cui si aggiungono vitto e alloggio ed una giornata libera a settimana.
Una volta che ci si abitua alla loro presenza, è difficile rinunciarvi e non accettarne le condizioni.

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