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Alluvione del 2015: ancora nessun risarcimento

alluvione del 2015

Foto di Giuseppe Biondino

A circa due anni, ormai, dal quel funesto 12 agosto, i cittadini coinvolti dall’ alluvione del 2015 che portò distruzione e tanta paura ancora non hanno visto un solo centesimo di risarcimento per i danni avuti. Chi perse automobili, chi ha perso la casa, chi i mobili. Tanti cittadini, vacanzieri e residenti, hanno dovuto rifare tutto: apparecchi elettrici delle proprie abitazioni, idraulici, ricomprare i mobili, pitturare casa. In quei giorni il Comune di Rossano fece presentare ai cittadini, presso la sede della Protezione Civile comunale, le domande di risarcimento. Oltre 2000 domande furono presentate entro il 18 agosto. Ma a quelle domande non è stata mai data una risposta. Il motivo? Poco tempo addietro la Protezione Civile regionale ha fatto sapere che quelle domande non sono mai pervenute negli uffici. Assurdo. Non si sa che fine hanno fatto.

ALLUVIONE DEL  2015, SOLO LA DIOCESI HA DATO AIUTO ALLE FAMIGLIE

Così le domande sono state rifatte. Circa 350, però. In quanto molti vacanzieri che nell’agosto due due anni fa erano ancora qui, poi non ne sono venuti a conoscenza (di quest’altra possibilità). Così le domande di risarcimento si sono ridotte, ma lo Stato e la Regione non si sono degnati di dare una minima risposta ai cittadini. “E’ una vergogna – tuona Ercolino Ferraina, presidente dell’Associazione 12 agosto 2015, anche lui coinvolto nell’alluvione con un danno economico di almeno 60mila euro – che ancora le Istituzioni non ci abbiano dato uno straccio di risposta. Solo la Diocesi ha dato un aiuto alle famiglie.

Dallo Stato nessuna risposta, nessun aiuto. Addirittura gli alvei dei fiumi e molte zone presentano criticità legate a quella maledetta alluvione. Noi chiediamo che lo Stato dia un aiuto ai cittadini. Non possiamo essere dimenticati!”. In effetti lo Stato usa due pesi e due misure. In Liguria e in Toscana le alluvioni vengono considerate. E i cittadini danneggiati risarciti. Da noi il silenzio assoluto.

Fonte: La Provincia di Cosenza

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