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Alla calabrese Rosella Postorino il Premio Campiello

La scrittrice Rosella Pastorino, vincitrice della cinquantaseiesima edizione del premio letterario Campiello, posa mostrando il premio, sul palco del Gran Teatro La Fenice, al termine della cerimonia di premiazione, sabato sera 15 settembre 2018. Rosella Pastorino ha vinto l’edizione 56 del premio Campiello con il romanzo “Le Assaggiatrici”, edito da Feltrinelli. FONTE FOTO: ANSA/ANDREA MEROLA

Rosella Postorino con “Le assaggiatrici” (Feltrinelli) ha stravinto la 56/a edizione del Premio Campiello. La scrittrice, editor quarantenne originaria di Reggio Calabria, cresciuta in Liguria ma che vive a Roma da 17 anni, ha avuto 167 voti sui 278 arrivati dalla Giuria Popolare dei Trecento Lettori Anonimi. Al secondo posto Francesco Targhetta, con “Le vite potenziali” (Mondadori), 42 voti. Al terzo Helena Janeczek con il suo romanzo “La ragazza con la Leica” (Guanda), 29 voti, con cui la scrittrice tedesca naturalizzata italiana, ha già vinto il Premio Strega 2018. Al quarto posto Ermanno Cavazzoni con il romanzo fiume “La galassia dei dementi” (La Nave di Teseo), 25 voti, ambientato nell’anno seimila dopo una devastazione e un’invasione di alieni e all’ultimo Davide Orecchio con “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax), con 15 voti.
«Sono felicissima. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino mentre scrivevo questo libro. Grazie al campiello che mi ha fatto fare un’esperienza bellissima, Rivediamoci» ha detto la Postorino, tenendo in mano il premio.

IL ROMANZO
I lettori forti hanno votato in massa la storia delle 12 donne reclutate per difendere Hitler dall’avvelenamento. Vedove bianche coi mariti in guerra e i figli da sfamare, fidanzate o no, tutte abitavano nei villaggi intorno alla Tana del Lupo, il nascondiglio del Führer dove ogni giorno le SS le deportavano per colazione, pranzo e cena. Lì, attorno al tavolone dove dovevano mangiare e digerire sotto gli occhi delle guardie, nascevano amicizie, ostilità e persino qualche amore. Una storia che andava raccontata, un danno collaterale del nazismo e della guerra che ha affascinato l’autrice non appena ha sentito dell’esistenza dell’ultima sopravvissuta di quel gruppo. Questa però è morta prima di poter essere intervistata dalla Postorino, che non ha rinunciato alla vicenda, si è documentata e l’ha ricostruita così. «Lessi su un giornale la testimonianza di questa Margot Wölk, ormai 96 enne, e mi colpì che pur dichiarandosi NON nazista fosse stata disposta a rischiare la sua vita per preservare quella di Hitler», spiega la vincitrice,
GLI ESORDI

Postorino ha esordito con il racconto “In una capsula” (Ragazze che dovresti conoscere, Einaudi Stile libero 2004), ha pubblicato alcuni racconti e anche un saggio di critica letteraria, “Malati di intelligenza” (nell’antologia Duras mon amour 3, Lindau 2003). Il suo primo romanzo, “La stanza di sopra”, uscito a febbraio 2007 per Neri Pozza Bloom, è entrato nella rosa dei tredici finalisti del Premio Strega e ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera Prima e il Premio Città di Santa Marinella. Per lei collaborazioni con le pagine romane del quotidiano la Repubblica e scrive su Rolling Stone.

FONTE: CORRIERE DELLA CALABRIA

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