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Alfano sceglie Gratteri per un incarico all’Osce

alfanoAngelino Alfano ha fatto la sua scelta. E non è scelta che sia caduta su un personaggio “comodo”. Il ministero degli Esteri, per le nomine di sua competenza all’interno dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha chiesto la disponibilità di Nicola Gratteri. E il procuratore capo di Catanzaro ha accettato di entrare nell’orbita della struttura. Che è stata creata agli inizi degli anni 70 con il nome di Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. Erano altri tempi. Il dialogo tra Est e Ovest era complicato e l’organismo si proponeva di creare piattaforme di discussione tra due metà dello stesso continente che erano molto difficili.

ALFANO: NUOVE SFIDE CHE HANNO BISOGNO DELL’ESPERIENZA DI NICOLA GRATTERI

Ora i compiti sono cambiati. L’Osce si è adeguata al nuovo contesto di sicurezza che si è creato in Europa. E affronta nuove sfide. Per Alfano queste nuove sfide hanno bisogno del contributo di esperienza e capacità di Nicola Gratteri. Il magistrato, però, ha chiesto due rassicurazioni prima di offrire il proprio assenso. La prima: non dovrà percepire alcuna retribuzione. Rinuncerà, così, al generoso gettone di presenza previsto per la partecipazione alle riunioni dell’organismo.

La seconda: la rassicurazione che il suo impegno avverrà in totale autonomia. Nessuna “gabbia” politica attorno alle sue idee, solitamente molto esplicite. Il ministro ha accettato e adesso manca soltanto l’ufficialità prima di aprire questa nuova fase nel rapporto tra Gratteri e le istituzioni. Il magistrato che ha “rischiato” di diventare ministro nel governo Renzi diventerà una sorta di inviato speciale del governo offrendo il proprio contributo “scomodo” alle attività  dell’Organizzazione. Questioni di centrale importanza in un contesto storico profondamente mutato rispetto agli anni 70, come la lotta al terrorismo e alla tratta degli esseri umani. Temi, questi, nei quali l’esperienza investigativa di Gratteri potrà essere molto utile.

Fonte: Corriere della Calabria

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