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In deficit e lenti nel pagare, l’affanno dei Comuni calabresi

Il quadro in “chiaroscuro” della gestione finanziaria degli enti locali della Calabria secondo la Corte dei Conti: stanno peggio però le amministrazioni di Campania e Lazio

ComuniSpesso in disavanzo e spesso costretti a scaricare sui cittadini il peso dei propri debiti: è questa la fotografia che la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti scatta per i Comuni calabresi nella sua periodica relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali di tutt’Italia. Nel report della magistratura contabile, che mette sotto esame un consistente “campione” di Comuni italiani, si evidenzia che, nel biennio 2016-2017, «la «quasi totalità degli enti presi in esame ha riportato risultati di gestione positivi per entrambi gli esercizi considerati (88% per il 2016 e 89% per il 2017), risultando in disavanzo il 12% di essi per l’esercizio 2016 e l’11% per il 2017. Ciò nonostante, a livello complessivo le risultanze finali di tutti gli enti monitorati (n. 4.987 totali) registra un disavanzo che, in termini assoluti ammonta a 1.927 milioni di euro nel 2016 e a 1.007 milioni di euro nel 2017». Considerando i soli Comuni in disavanzo (596 nel 2016 e 556 nel 2017), in entrambe le annualità considerate, il maggior numero di Comuni in disavanzo per entrambi gli esercizi si concentra in Campania, Lazio e Calabria. Nel dettaglio, per quanto riguarda i Comuni in disavanzo nell’esercizio 2016, secondo la Corte dei Conti gli enti che hanno chiuso in disavanzo, rappresentano il 12,12% del campione (597 enti su 4.924): con riferimento al territorio regionale, dall’analisi dei dati emerge che la Regione in cui si registra il maggior numero di Comuni in disavanzo è la Campania con 90 enti, seguita dal Lazio con 85 enti e dalla Calabria con 57 enti. Se considerato in rapporto al complesso della popolazione residente di ciascun Ente monitorato, la significatività del disavanzo – rileva la Sezione delle autonomie della magistratura contabile – «appare con ancora maggiore evidenza, atteso che dall’analisi dei dati emerge che lo stesso pesa a livello pro capite per un valore medio di circa 403,47 euro, con una forbice che va dai 640,56 euro pro capite nei Comuni delle Isole ai 161,67 euro pro capite nei Comuni del Nord- Est d’Italia. Emergono in particolare le situazioni dei Comuni della Campania in cui il disavanzo (quale in precedenza analizzato) pesa a livello pro capite per 1.014,00 euro; della Basilicata (780,87 euro); della Calabria (565,06 euro); della Sicilia (459,61 euro)». Quanto ai Comuni in disavanzo nell’esercizio 2017, gli enti che per la Corte dei Conti – hanno chiuso in disavanzo, rappresentano l’11,29% del campione (556 enti su 4.924); anche qui la regione in cui si registra il maggior numero di Comuni in disavanzo è la Campania con 91 enti, seguita dal Lazio con 82 enti e dalla Calabria con 64 enti, mentre il disavanzo pesa a livello pro capite per 978,41 euro in Campania; per 675,80 euro in Basilicata; per 549 euro in Sicilia e per 495 euro in Calabria (495,58 euro). Altri fattori di difficoltà per gli enti locali calabresi sono il fatto che la velocità di gestione della spesa corrente e della spesa in conto capitale, per la Corte dei Conti, registra una contrazione sotto la media nazionale (con l’indice rispettivamente del 67,52% e del 33,97%), e il dato per cui il 31,5% dei Comuni calabresi manifesta quote elevate di debiti verso i fornitori.

Fonte: Corriere della Calabria


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