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Ad Agrifood Next Siena, il caso Amarelli da Corigliano Rossano

Qualità, cultura e territorio vincono la sfida mercato

Ingredienti, due punti, liquirizia pura, fine (ingredienti: liquirizia pura). È contenuta nella lettura dell’etichetta corta, anzi cortissima, la chiave della sfida che Amarelli, da Corigliano – Rossano, è riuscita a portare avanti, nel mondo, contro quelle multinazionali che per anni hanno diseducato il consumatore alla qualità e al gusto autentico. Il valore aggiunto che è riuscito a fare la differenza, è lo storytelling di un’esperienza imprenditoriale e familiare che ha puntato sulla cultura, sull’identità e sul territorio. La Calabria ed il caso della plurisecolare esperienza imprenditoriale e familiare Amarelli, protagonista della due giorni di Agrifood Next, il forum sulle storie d’innovazione e le imprese agroalimentari che si concluderà a Siena, domani, sabato 16 novembre.

Ad intervenire anche a nome dell’Amministratore delegato Fortunato Amarelli è stata la responsabile commerciale e marketing dell’Azienda, Margherita Amarelli. Amarelli è stata chiamata a portare la sua testimonianza insieme ad alcuni dei più influenti economisti, sociologi, giornalisti e opinion leader nell’ambito agrifood e sostenibilità al mondo. Tra gli altri, il direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano ed il Consorzio Francia Corta.

 Con l’inaugurazione del Museo nel 2001 – ha sottolineato nel corso del suo intervento –raccontando l’evoluzione di un’azienda che da agricola nei secoli è diventata di marketing e culturale, l’Azienda leader nella produzione di liquirizia, ambasciatrice e custode della ricetta tradizionale nel mondo, è riuscita a raggiungere il suo obiettivo: educare al gusto autentico di un prodotto che nasce semplice ma che ha la grande capacità di farsi strumento di promozione territoriale.


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