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Abate: «Solidarietà ai lavoratori del Consorzio di Bonifica di Trebisacce»

I lavoratori del Consorzio di bonifica integrale dei bacini dello Jonio cosentino sono sul piede di guerra, la senatrice Abate si mette al loro fianco

abate

Rosa Silvana Abate esprime solidarietà ai lavoratori del Consorzio di bonifica integrale dei bacini dello Jonio cosentino che da questa mattina sono saliti sul tetto della centrale idroelettrica del Cino sita in contrada Insiti di Corigliano Rossano perché non ricevono lo stipendio da giugno.

«Secondo quanto ho appreso – dichiara la senatrice dei 5 stelle – si tratta di famiglie quasi sempre monoreddito e che vengono pagate da anni a singhiozzo. Una situazione non più sopportabile.  A differenza di quanto il presidente Marsio Blaiotta ha cercato di raccontare nel corso della sua audizione in commissione Agricoltura al Senato che si è tenuta diversi mesi fa, il consorzio di bonifica di Trebisacce ha tante criticità, tanti problemi, e a questi ora si aggiunge anche il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori che oggi protestano ma sono a conoscenza del fatto che anche i Tfr di altri collocati in pensione da anni che non sono stati ancora pagati. Nonostante questo, in questi ultimi giorni abbiamo registrato nuove assunzioni a tempo indeterminato volute proprio da Blaiotta».

La stessa Abate dichiara che ha provato ad avere una interlocuzione con quest’ultimo senza trovare nessuna collaborazione: «Mi riferisco in particolare alla questione della Centrale idroelettrica del Cino e della crisi idrica di contrada Apollinara. Questioni poste poi, puntualmente, in sua vece al Presidente della Regione Calabria e all’Anbi stesso ma che ancora oggi non trovano una soluzione. Non è possibile che dopo mesi e dopo decine di segnalazioni la situazione ancora non si sia risolta, né sembra esserci la volontà del consorzio di bonifica integrale dei bacini dello Jonio cosentino a farlo. Sottolineo, soprattutto, che si tratta di richieste lecite e di ripristino della legalità. Si tratta di uno scorretto comportamento istituzionale».

La senatrice si dice vicina ai lavoratori che protestano sulla centrale del Cino e a quanti come loro, in questo periodo così difficile a causa della pandemia dovuta alla diffusione del Covi-19, si trovano ad essere senza stipendio e, quindi, a vivere in condizioni ancora più precarie. «Nonostante gli impegni istituzionali del Senato mi abbiano portato a partire all’alba verso Roma e a non poter essere presente a contrada Insiti, sto monitorando con attenzione la questione e già quest’oggi la porterò all’attenzione della commissione Agricoltura e del Governo. Invito i presidenti dell’Urbi Calabria e dell’Anbi ad intervenire in merito alla vicenda e a farsi carico di questa e di tutte le altre istanze che provengono direttamente da agricoltori e operai. Non si può più andare avanti in queste condizioni, ognuno si assuma le proprie responsabilità e se ne traggano le dovute conseguenze».


 

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