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A noi importa rimanere dalla parte della gente. Sempre

Sulla metanizzazione di Cantinella non c’è nulla da esultare. Lo ribadiamo con forza, senza paura di trovare nei post del sindaco il solito contradditorio stizzito e pur sapendo che il rapporto di potere tra un sindaco e un cronista di strada sta 1.000 a 1.

Abbiamo saputo che il primo cittadino c’è rimasto male per il contenuto del nostro articolo “Cantinella, i cittadini lamentano disservizi mentre c’è chi esulta per il gas. Ci sarebbe rimasto male perché avremmo omesso le tante e innumerevoli cose che sarebbero in programma per la riqualificazione e il rilancio della più grande contrada periferica della Città, evidenziando solo la critica verso un’opera per la quale il comune farà – di fatto – solo la parte della comparsa. 

Però, caro sindaco, quali sarebbero queste tante e buone intenzioni sinceramente nessuno lo sa. Se ha un vaso di Pandora, pieno di progetti e programmi, faccia in modo che tutto si sappia e noi – come del resto abbiamo sempre fatto – non lesineremo a concederle i nostri spazi per comunicare alla gente. Anche se lei continua a ritenerci una testata ostile; non si sa, poi, per quale strano algoritmo democratico o retaggio idealistico.

C’è un piano per la depurazione per Cantinella? Sì, lo ha detto en passant in una nota dello scorso maggio. Un progetto di 400mila euro che è ancora tutto in divenire. Ma lei pensa davvero che una città come Corigliano-Rossano possa stare aggrappata ad un comunicato stampa, piuttosto che ad un post su facebook? Scuole, marciapiedi, servizi, depurazione e anche condotta del gas… sono cose su cui il cittadino ha necessità di avere un confronto costante e reale, non virtuale ancor meno a mezzo stampa.

La gente, da che mondo è mondo, ha bisogno di un contatto diretto con gli amministratori. Che oggi purtroppo non c’è. E se non crede a noi, chieda cosa significa stare in mezzo alle persone a qualche stimato ex amministratore, vicino a lei, che del contatto quotidiano con i cittadini ne ha sempre fatto un punto di forza. Chieda cosa significa percepire gli umori di padri e madri di famiglia, dei bambini e degli imprenditori. Chieda cosa significa essere comunicativi, non dicendo quello che si fa solo con fugaci note stampa ma spiegando ogni giorno alle persone il perché e come vengono spesi i soldi pubblici. Essere trasparenti.

E purtroppo la comunicazione finora impostata dal suo indirizzo politico è poco comunicativa e poco trasparente. E non ci riferiamo al numero di comunicati stampa e di messaggi social prodotti fino ad oggi. Anzi, di quel tipo di comunicazione forse se n’è fatto anche abuso. Perché di immagini e immaginette, santini e altarini con tanto di epigrafe, di pose alla guida di un camion o con il caschetto da pompiere, di comunicati e parole la gente non sa che farsene se poi ancora oggi chiede di essere ricevuta da lei o da un assessore e non lo può fare.

Poi, può muoverci tutte le critiche che vuole (dirette, indirette o interposte) le incassiamo e sorvoliamo. Perché alla fine il pane ce lo guadagniamo con il sudore della fronte e con tantissima onestà. Non siamo né scappati di casa, tantomeno siamo usciti dalla porta e siamo entrati dalla finestra. Non siamo passati dalla classe economy alla business class. E soprattutto, da persone libere, abbiamo sempre tenuto una linea di fedeltà a idee e principi. Che possono piacere o no; che possono essere condivisibili o no. Ma che vanno rispettate, anche nell’utilizzo delle parole. A noi, quello che importa è rimanere dalla parte della gente. Sempre


 

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