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A Corigliano-Rossano e dappertutto, il pettegolezzo vince sempre… Purtroppo!

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Il Comune di Rossano

A Corigliano-Rossano, così come dappertutto, le notizie scandalistiche fanno sempre presa tra la gente e vanno a ruba. Quando c’è da mettere in croce un povero cristo, chiunque esso sia, siamo tutti pronti a fregarci le mani. Poi le notizie belle, magari, non fanno nessun clamore. Vabbè, ma questa è una storia vecchia. Ma sempre attuale. Come quella che è capitata, da ultimo, all’ex Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, e insieme a lui all’ex segretario comunale Nicola Middonno e alla funzionaria comunale Gemma Siepe.

È bastato un avviso di garanzia, per far piovere giù un cielo di polemiche e malelingue. Lungi dal voler prendere le parti di questo o di quell’altro. Siamo da sempre garantisti e siamo certi che la Giustizia farà il suo corso e porterà a galla tutto quanto c’è da sapere. Prima però sarebbe opportuno – a nostro avviso – non sollevare inutili polveroni che servono solo a demonizzare persone.

Ripetiamo, nessuno sa ancora qual è la verità e ci atteniamo ai fatti. Non abbiamo voluto dare la notizia volutamente, perché, secondo noi un avviso di garanzia non è una notizia. Dal momento che un indizio di reato non è un reato.

Certo, c’è un’indagine penale a carico dell’ex sindaco, dell’ex segretario comunale e della funzionaria comunale, con avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore Eugenio Facciolla. Una procedura che deve essere rispettata. Una procedura nata a seguito di un esposto formalizzato dagli ex consiglieri comunali rossanesi Tonino Caracciolo, Marinella Grillo, Flavio Stasi e Titti Scorza in merito a PRESUNTE irregolarità nella procedura di selezione per il conferimento di un incarico dirigenziale presso l’ex Comune di Rossano.

Tutto qui.

«Una procedura del tutto legittima – dice oggi Mascaro – non a caso prevista e disciplinata dalla legge, cioè l’art. 110 del T.U. enti locali. Gli argomenti contenuti nella denuncia penale sono triti e ritriti, ed in verità denunciano soltanto l’ignoranza degli estensori. Alcuni di essi – aggiunge oggi l’ex sindaco – già esaminati da altre autorità, hanno trovato solo rigetto».

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