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«A Cassano è necessario aprire una vertenza sui problemi reali»

Questo il monito di Francesco Garofalo, presidente del centro studi “Giorgio La Pira” della città delle terme

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«A Cassano occorre aprire una nuova stagione che rimetta al centro i problemi reali». Lo sostiene Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira”, della città delle terme.

«La politica deve ritornare a riappropriarsi del ruolo che gli è proprio, ognuno facendo la propria parte, alla maggioranza l’onore di governare e all’opposizione sempre più il compito di esercitare la funzione di controllo e di proposta».

«Oggi – evidenzia Garofalo -, la crisi accentuata dai lunghi mesi del look down, la città la vive particolarmente. Sempre più il numero dei meno abbienti, cresce in maniera esponenziale. Troppe le sacche di povertà, il tessuto commerciale si è ridotto al lumicino. Troppi i giovani che hanno dovuto lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove. E il privarsi delle migliori intelligenze ha fitto si, che questo importante territorio dell’alta calabria, continuasse ad avere un deficit nella formazione della classi dirigenti».

«Accanto alle nuove emergenze sociali – prosegue la nota -, si accompagna una crisi nel settore della sanità senza precedenti, servizi al collasso, e che purtroppo, non trovano udienza nelle istituzioni “distratte” dalle altre vicende. Un primo passo, è auspicabile di unire le forze tutti insieme, per non consentire a decisioni capotiche di cancellare il laboratorio di analisi, polo d’eccellenza nella provincia di Cosenza».

Garofalo chiede, poi, impegno alla politica e a chi è chiamato al governo della res pubblica: «hanno il dovere di dare fiducia alle giovani generazioni, desiderose di poter dare il proprio contributo».

Ed è proprio su questo che si gioca la grande sfida, dove ognuno può dare il disinteressato contributo in una realtà impoverita dall’insorgere di nuove povertà. «È ora – aggiunge – che anche a Cassano la politica diventi generativa, abbandonando vecchi schemi, che oramai hanno fatto il loro tempo. Di fronte agli innumerevoli problemi – conclude -, non ci si può rinchiudere evitando il confronto su proposte, che provengono da cospicue fette della società cassanese».


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