Home / Attualità / A Cariati niente lavoro: un quarto della popolazione è disoccupato

A Cariati niente lavoro: un quarto della popolazione è disoccupato

CARIATI – Un posto di lavoro è ormai una Chimera. In tempi in cui la crisi è generalizzata, tutti i settori sono da anni in sofferenza, non si produce più nulla, il turismo e l’agricoltura – tra i motori trainanti dell’economia locale – viaggiano in costante apnea, poter sottoscrivere un contratto di lavoro, anche a tempo determinato, è il sogno inseguito dai giovani d’oggi.
Ma anche dei meno giovani, di coloro che si trovano senza un’occupazione perché le aziende per cui lavoravano hanno chiuso battenti, perché stagionali o, semplicemente, perché la “maledetta” crisi ha fagocitato enti pubblici, società di capitali, grandi, piccole e micro imprese.
Come un cane che si morde la coda, insomma, i problemi sembrano irrisolvibili. Soprattutto alla luce dei dati in possesso del Centro per l’Impiego della Provincia di Cosenza.
Dati allarmanti, che non lasciano scampo e che, purtroppo, fanno ben intuire quella che è la situazione del centro jonico.
Certo, una lettura dei dati – per meglio comprendere – dovrebbe anche considerare il lavoro nero che, comunque, produce reddito al lavoratore, ma è indiscutibile oltreché allarmante che un quarto della popolazione cariatese sia inoccupato (quindi alla ricerca di un primo impiego) o disoccupato.
Di questi dati dovrebbe interessarsi la politica locale più che delle “beghe di paese”. Ovvio che un ente pubblico, quindi la politica che lo regge, non può offrire lavoro come manna dal cielo, ma di certo può individuare canali ad hoc, incentivare, promuovere.
Dati, insomma, che parlano chiaro: a Cariati i disoccupati sono 1879 a fronte di una popolazione – al 2011 – pari a 8618 abitanti. Poco scampo. Un quarto dei cariatesi (la popolazione ovviamente conta i minori e i pensionati) è a spasso.
Commercio, agricoltura, servizi: da questi settori, fra l’altro, provengono il maggior numero di disoccupati. Ma anche dalle pubbliche amministrazioni come gli insegnanti a contratto, ad esempio, dall’industria edile, dalla pesca.
I numeri: eccoli, impietosi. I disoccupati nella fascia d’età fra i 16 anni ed i 30 sono 549 (282 femmine, 280 maschi), 561 fra i 31 ed i 40 anni (269, 292); 420 fra i 41 ed i 50 anni(233, 187) e 318 fra i 50 ed i 65 anni (145 femmine, 175 maschi).
Chiaro, quindi, che i giovani, anche quelli laureati e laureandi, quando possono, “scappano” via preferendo la valigia alla ricerca di quello che non c’è. Ma per chi è radicato sul territorio, leggendo il mero dato statistico, il lavoro rappresenta un dramma piuttosto che fonte di sostentamento.
Meglio la valigia, dunque, che tentare di sopravvivere a Cariati, cittadina che può tranquillamente essere paragonato a tutti i centri dello Jonio cosentino, perché i numeri dei comuni limitrofi, ma anche di Rossano e Corigliano, non sono da meno.
E poco importa se da queste parti si sopravvive di sostentamento pubblico, ma soprattutto poco importa – con buona pace della politica – se il lavoro è un diritto inviolabile garantito e sancito dalla nostra Costituzione, ma negato.

l. l.

Cariati

Cariati

Commenta

commenti