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Ultimatum di Rapani: «Entro il 20 dobbiamo sapere i candidati a sindaco»

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Ernesto Rapani

Fusione Corigliano Rossano – processo delicato – unica opportunità per il territorio. Nel rispetto della città e dei cittadini c’è un imperativo categorico – Nessuno deve permettersi il lusso di far sciupare questa occasione. Appello alle intelligenze degli uomini quali rappresentanti di partiti, movimenti ed associazioni. Basta generare confusione. Urge momento di coerenza o si è con i partiti o si è liberi di fare scelte diverse e stare altrove.

A ritornare sui delicati equilibri politici che si proiettano verso le elezioni del primo governo della nuova Città di Corigliano-Rossano è il portavoce regionale di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani.

«Non più “un piede in due scarpe”. L’appello è rivolto principalmente a quei dirigenti di partito che la sera stanno con un gruppo e la mattina successiva con un altro. La fusione, come più volte abbiamo detto, è un processo delicato che va saputo gestire. Non ci si può, è per quanto ci riguarda, non sosterremo inesperti e/o improvvisati. Al contrario saremo al fianco di chi ha competenza, esperienza, capacità, carattere e soprattutto tempo da dedicare a questo processo. Avevamo auspicato unione tra coloro che provengono dallo stesso mondo politico e purtroppo ad oggi ancora non si è concretizzato l’auspicio. Eravamo convinti che il candidato a sindaco sarebbe dovuto emergere effettuando scelte condivise e purtroppo così non è stato. Eravamo in attesa di conoscere il programma dei tanti movimenti, partiti ed associazioni i quali auspicano una propria candidatura e purtroppo neanche questo c’è stato. Non rimane più tempo. Proponiamo: entro giorno 20 di conoscere i nominativi di coloro che auspicano candidarsi a sindaco, le proposte, il progetto e la provenienza. Qualora dovessero esserci più nominativi e non si dovesse trovare la quadra su un candidato da sostenere a stragrande maggioranza è opportuno ricorrere al mezzo più equo e democratico, le primarie, da svolgersi entro e non oltre il 10 febbraio p.v  dopo aver naturalmente predisposto un regolamento per lo svolgimento delle stesse. Altre ipotesi non porteranno sicuramente ad una maggioranza qualificata di sostenitori e lascerebbero le sorti del nostro territorio all’antipolitica».

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