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Problemi di personale al CIM di Trebisacce. Interviene il Sindaco

amministrativeIl sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, ha scritto a Raffaele Mauro, Direttore Generale Asp di Cosenza e a Giovanni Battista Genova, direttore del Distretto Sanitario Jonio Nord. Per segnalare i persistenti problemi di personale legati al CIM (Centro Igiene Mentale) di Trebisacce, che condannano la struttura ad una grave situazione di difficoltà operativa. La quale ricade su tutto il territorio, già più volte protagonista di una costante riduzione di servizi, spesso legata alla sanità e ormai non più tollerabile.

Il sindaco di Trebisacce  nella comunicazione ha sottolineato come presso il CIM di Trebisacce, sia attualmente in servizio un solo medico dirigente.

«Il CIM di Trebisacce – ha dichiarato il primo cittadino –  è l’unico del distretto sanitario Jonio Nord e serve 17 comuni, per cui, allo stato attuale delle cose, la situazione in corso rende di fatto impossibile soddisfare le esigenze di tutti i comuni del territorio. Tutto ciò, ovviamente, crea grandi difficoltà ai cittadini. Che si vedono smarriti rispetto ad esigenze importanti che non possono essere affrontate. Pare che sia stato già espletato il relativo concorso per nove posti, di cui cinque già assegnati, e destinati in altre sedi.

IL SINDACO CHIEDE CHE SI POSSA DESTINARE CON IMMEDIATEZZA DUE MEDICI E UN INFERMIERE

Proprio in considerazione della necessità e urgenza, si chiede di voler destinare con immediatezza almeno due medici e un infermiere al CIM di Trebisacce. Nell’ambito di tale richiesta va tenuto conto anche della circostanza per la quale è necessario consentire al solo medico dirigente in servizio, tra l’altro prossimo alla pensione, la possibilità di assentarsi. Nonché di evitare la chiusura di questo importante servizio, circostanza che rappresenterebbe una sconfitta per il territorio e per i cittadini, assolutamente non tollerabile.

La mancanza di cure immediate per la particolare tipologia di pazienti, comporta che spesso gli stessi vengano condotti presso il CIM di Policoro. Contribuendo a far aumentare la spesa sanitaria per la Regione Calabria, aggiungendo dunque il danno, del mancato servizio, alla beffa, dell’aumento dei costi».

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