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30enne iracheno arrestato per possesso di documenti falsi

Nel corso dei controlli alla circolazione stradale disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei reati comuni, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 30 enne iracheno, di origini curde, trovato in possesso di documenti di riconoscimento falsi.

Durante un posto di controllo effettuato in una delle principali arterie cittadine, i carabinieri, hanno proceduto al controllo di un’autovettura con 4 persone straniere a bordo. All’atto della richiesta dei documenti di guida e di circolazione del conducente, quest’ultimo forniva una patente di guida, una carta di identità rumena in corso di validità ed un passaporto rumeno valido per l’espatrio, riportanti effettivamente l’effigie del stesso con un nominativo rumeno, attestante la provenienza originaria dell’uomo dalla Romania, paese appartenente alla comunità Europea. Il personale operante insospettito dal fatto che la persona da identificare avesse sembianze ed accento arabe,  decideva di approfondire gli accertamenti per la compiuta identificazione della persona.

Pertanto, gli stessi carabinieri precedevano  all’analisi della banca dati delle Forze di Polizia ed alla compiuta identificazione mediante le impronte digitali del soggetto, da cui emergeva che in realtà l’uomo fosse di origini curde e che i documenti da lui forniti erano falsi.

Lo stesso veniva tratto in arresto per falsità materiale commessa dal privato e possesso di documenti di identificazione falsi. L’arresto, al termine delle formalità di rito dove veniva foto segnalato presso gli uffici del Comando Provinciale di Cosenza, veniva tradotto presso la Casa Circondariale del capoluogo bruzio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della repubblica, dopo aver convalidato l’arresto ha disposto per l’uomo gli arresti in carcere in attesa di più accurati accertamenti sulla sua pericolosità sociale.


 

 

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