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2015 fotostoria di un anno: Codex Rossanensis patrimonio dell’Umanità

di SAMANTHA TARANTINO

codex memoryDuemilaquindici anno del Codex. Ed in effetti tanto si è parlato nel corso dell’anno del nostro Evangeliario. Molto è stato fatto per completare un iter che è poi culminato con la nomina del sacro libro, a bene Unesco. Il Codex Purpureus Rossanensis, splendido esemplare di Evangeliario miniato in greco onciale è l’ospite d’onore del Museo Diocesano. Nel corso delle varie Amministrazioni succedutesi, più volte ci si è interrogati sull’esigenza di dare al Codex la giusta rilevanza. Ad esempio l’idea di presentare per la prima volta la candidatura del Codex all’Unesco fu sostenuta, negli ultimi anni del suo ministero a Rossano, da Monsignor Santo Marcianò, attuale Ordinario Militare Italiano. Eredità poi raccolta dall’attuale Arcivescovo di Rossano Cariati monsignor Giuseppe Satriano. Dal 2011 si inizia a discutere di Rossano città del Codex, proponendo la creazione di un marchio identitario della città, raccogliendo gli input del consigliere Lorenzo Antonelli.  Fino al 2013, anno in cui il Codex prende il volo per giungere a Roma all’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, in trasferta per essere studiato approfonditamente e preservare il libro fragile nella sua integrità da agenti atmosferici esterni. Durante la trasferta romana l’Evangeliario è protagonista di alcuni convegni e mostre e in quell’occasione che il Codex fu ammirato dal Presidente Giorgio Napolitano e da altre cariche istituzionali, riconoscendone l’importanza culturale e promuovendone la valorizzazione come bene per l’intera Umanità. Intanto nella cittadina bizantina si è in fermento per la creazione della Macchina Armonica, opera ispirata alle tavole del Codex inaugurata il 24 luglio, installata lungo la SS 106, proprio all’ingresso della Città.

Il processo di riconoscimento di bene Unesco continua con l’infaticabile opera di don Nando Ciliberti, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, che si è occupato di tutto l’iter burocratico previsto, ha seguito tutte le fasi previste dal Regolamento Unesco. E giungiamo al 10 ottobre quando come unico monumento vivente della Calabria, il Codex Rossanensis è “New inscriptions on the International Memory of the World register”. Patrimonio Universale dell’Umanità. Un riconoscimento più che giusto quello di Memorie del Mondo. Il 5 dicembre 2015, l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano ha incontrato a Parigi l’ambasciatrice Vincenza Lo Monaco ricevendo la documentazione ufficiale relativa all’inserimento del Codex nel Memory of the World dell’Unesco. Un anno ricco di prospettive e speranze. Iniziando dall’allestimento della teca speciale all’interno della nuova ala predisposta nel Museo Diocesano. Varie le iniziative nella città bizantina un comitato d’onore di esperti e di accoglienza e di adozione da parte di Istituti scolastici cittadini.

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