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15 febbraio 2014 – 14 febbraio 2015, un anno di Eco

di MARTINA FORCINITI, SAMANTHA TARANTINO e LUCA LATELLA

ecoQuasi trecentomila copie distribuite nel raggio di 180 chilometri. Tre milioni di battute in 816 pagine corredate da 1700 fotografie. Ottantacinque fra inchieste e reportage, 132 approfondimenti, 109 interviste, 32 esclusive, 15 eccellenze, 57 itinerari storico-archeologici e 20 interventi. Sono questi i numeri di un anno de L’Eco dello Jonio, un’esperienza editoriale tutta votata alla valorizzazione di quel triangolo pitagorico che congiunge Cariati – Castrovillari – Rocca Imperiale.

LE ESCLUSIVE

Dal bando rifiuti che salta al racconto dei forzati della giustizia, dall’annuncio del campo profughi alla chiusura di Inps ed Enel, dal rilancio del dibattito sulla metro leggera ai consigli di Monsignor Galantino, dalla rete dei beni culturali sibariti alla discesa in politica di Giuseppe Graziano, dall’annuncio con larghissimo anticipo della candidatura e della vittoria di Mario Oliverio alle elezioni regionali al tu per tu con il neo Arcivescovo Satriano, dall’intervista alla presidente del Tribunale di Castrovillari allo stop dell’Ospedale della Sibaritide: sono, queste, solo alcune delle esclusive che L’Eco ha avuto l’onore e l’onere di raccontare, con la consapevolezza di farsi promotore di messaggi e informazioni al servizio di una comunità che merita di essere ben informata.

LE INTERVISTE

Tante le chiacchierate di spessore: con il luminare genetista Giuseppe Novelli che, con Rossano nel cuore, è arrivato diritto filato all’Università Tor Vergata di Roma per diventarne Rettore; con Rosalba Forciniti che con i successi olimpici ha reso orgogliosa la sua piccola Longobucco; con Mohamed Faid, che ci ha spalancato le porte della sua Moschea e ci ha raccontato di un Islam pacifico, che di questi tempi non fa mai male; con chi si occupa di politica a tutti i livelli, di tutti i colori; con Pino Aprile, che con i suoi scritti ha fatto riscoprire la vera storia del sud; con il giudice Sergio Caliò, sulle ragione di sopravvivenza del Tribunale di Rossano; con i sindaci del territorio, più volte interpellati sulle problematiche della nostra area; con Natale Mazzuca, presidente di Unindustria Calabria, che ha ridisegnato il futuro della Piana; con Carlo Guccione (nel frattempo nominato assessore regionale) sulle opere pubbliche di quest’area e con vecchi e nuovi consiglieri regionali sul destino della terra di Calabria; con il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, che ci ha dato i suoi buoni consigli per far diventare il Codex come i Sassi.

LE INCHIESTE

L’Eco ha seguito da vicino tutte le fasi della preparazione di Rossano e Corigliano alla fusione dei comuni, stuzzicando i sindaci e le amministrazioni, inaugurando un sondaggio fra la popolazione. Ha salutato e ripercorso l’arrivo in terra calabra di Papa Francesco, dedicando un intero numero all’evento. Ha denunciato il degrado sociale, le cattedrali nel deserto (quelle opere pubbliche concluse o quasi e mai inaugurate), le eterne incompiute. Ha puntato i riflettori sulla crisi agricola, segnalando lo stato di abbandono dei coltivatori. Ha interrogato i ristoratori sull’utilizzo del vero extravergine sibarita, perché ai buoni frutti della terra ci tiene. Ha raccontato di una sanità in ginocchio, piegata da tagli, incurie, accorpamenti.

CULTURA ED ECCELLENZE

Il nostro è un settimanale di cultura e approfondimento e, in quanto tale, gli itinerari storico-artistici e le eccellenze territoriali sono i nostri fiori all’occhiello: se ne può e se ne deve parlare. Per questo, nelle nostre pagine si è letto di Santa Maria del Patire e della sua storia bizantino-normanna; di Castiglione di Paludi come fiera identità del popolo bretio; dei ruderi del complesso di San Mauro a Cantinella nell’attesa di un loro recupero; e ultimo ma non di certo per importanza, di quel nostro Codex rossanese nel nome e purpureo nel colore che rappresenta la nostra individualità culturale e di cui attendiamo frementi il ritorno e il riconoscimento da parte dell’Unesco come patrimonio immateriale “Memorie del mondo”. E che dire, poi, di uomini e prodotti che rendono speciale e riconoscibile la nostra terra: c’è chi lo fa con il suo genio, come la ricercatrice Marianna Madeo, chi con i frutti della terra. Dai confetti, passando per i liquori, fino al riso di Sibari. E ancora quel dolcissimo miele che è il migliore d’Europa, il profumo delle rose di Roseto, la “via della seta” sibarita e quei bachi che fanno rivivere una tradizione millenaria. Senza dimenticare il meglio del buon food nostrano: come quello che tanto piace a chef Vissani; o quello a base di un pesce azzurro “povero ma ricco”; o ancora quello a base di farine arcaiche ed erbe officinali.  E c’è anche quello che da Saracena partirà a settembre nientemeno che per l’Expo. L’Eco dello Jonio è e continuerà ad essere eco di questo territorio, perché c’è ancora tanto di cui parlare.

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