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Garofalo favorevole alla sospensione del decreto adottato dall’Asp di Cosenza

Pieno sostegno alla proposta avanzata dalla conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza.

In una nota Francesco Garofalo, portavoce del Comitato Spontaneo di Cittadini in difesa per il Diritto per la salute di Cassano All’Ionio, esprime tutta la contrarietà verso atti che continuano a mortificare interi territori, sempre più assetati di sanità e di servizi.

Per quello che ci riguarda da vicino come Comune di Cassano «evidenzia», siamo ulteriormente penalizzati dalla riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi. Un efficiente laboratorio, punta di forza e riferimento dell’intero territorio, con la delibera 646 del 3 agosto, viene declassato a semplice punto prelievo, che cozza contro ogni logica del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, già di per se carenti.

Un provvedimento «rimarca», che si va ad aggiungere alla sospensione da più tempo, del servizio di endocrinologia e quello di odontoiatria.

Vi è anche il rammarico e l’amarezza, che in Calabria tutto diventa difficile, anche quello nel dover «elemosinare» un semplicissimo incontro per esporre le criticità a cui quotidianamente vanno incontro i cittadini.

A fronte dell’indifferenza «continua Garofalo», faremo la nostra parte fino in fondo in difesa dei diritti di chi soffre ed è costretto ad emigrare anche per questioni di salute. Un servizio sanitario carente si ripercuote pesantemente sulle fasce più deboli, in particolare, sugli anziani e dei meno abbienti e mina alla base tutto il sistema del welfare socio-sanitario. Penso ai malati oncologici e affetti dal morbo di alzheimer.

Molto spesso «denuncia», i tempi di attesa per semplicissime prestazioni, si ripercuotono negativamente sulla salute di chi suo malgrado, ne ha bisogno. Anche gli stessi operatori sanitari sono costretti ad operare in condizioni di precarietà e con mezzi di fortuna.

Un servizio sanitario per tutte e tutti, in cui la salute sia concepita come diritto umano fondamentale garantito indipendentemente dallo stato giuridico, abitativo, economico «ha concluso», mai come ora è evidente che solo garantendo un accesso universale al servizio sanitario è possibile tutelare la salute della collettività.


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