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Valli Colagnati e Coriglianeto su media nazionali: Corigliano Rossano protagonista

Le valli del Colagnati e del Coriglianeto continuano a far parlare di Corigliano-Rossano come terra della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile. L’esperienza Biosmurra, tra le altre virtuose della Sibaritide, fanno da cornice al rilancio nazionale di riflessioni e temi come la riduzione degli sprechi (soprattutto della risorsa idrica), dell’investimento sulle energie rinnovabili, sul riuso intelligente degli scarti dalla lavorazione nei campi, sulle pratiche rigenerative e in generale sul valore delle buone pratiche per un’altra economia, sganciata dal PIL.

A zoomare ancora una volta sul grande patrimonio agricolo della terza Città della Calabria per popolazione e prima per estensione (con un importante polmone verde dalla pianura alla collina alla montagna) è Greenplanner.it, magazine online che si occupa di sostenibilità, di ambiente, di tecnologie green innovative, di formazione per le scuole e di progetti verdi.

IL VALORE E IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE SI TROVA NEGLI AGRUMI

È, questo, il titolo dello speciale dedicato all’esperienza imprenditoriale al femminile (Cristiana, Marina e la mamma Jolanda) di Corigliano-Rossano, interprete del primo esperimento e tra i pochi sul mercato di succhi con la percentuale del 100% di clementine, senza conservanti e zuccheri aggiunti se non quelli della stessa frutta.

La filosofia aziendale di Biosmurra – si legge nel servizio di Ada Illarici – è di puntare alla salvaguardia dell’ambiente, a un modello di sviluppo e di un’altra economia possibile, quella ecosostenibile, anche attraverso il ritorno alla terra, a un’agricoltura che permetta la produzione di filiera corta, di un prodotto sano e genuino e di qualità, come il puro succo delle clementine, che arriva sulle tavole dei consumatori attenti a una migliore qualità della vita che implica anche una maggiore educazione alimentare.

Innovazione, efficienza e agricoltura naturale, i segreti della piccola azienda calabrese. Ma anche una proiezione al futuro, con una certa attenzione all’innovazione, sperimentando per la salute delle piante e per il loro equilibrio, dei sistemi come l’ozono, che consiste nell’erogare ossigeno agli arbusti e alle foglie. Oppure, trasformando i frutti buoni ma imperfetti, nel caso in cui il calibro sia sotto misura per il consumo sulle tavole, in un succo naturale, 100% frutta senza conservanti e zuccheri aggiunti. L’azienda rientra anche nel progetto Imprese e Buone Pratiche dell’Osservatorio Prima sull’Innovazione (Prima Observatory on Innovation – Poi), la piattaforma digitale che monitora e diffonde i più recenti risultati della ricerca innovativa del settore agroalimentare italiano e che l’Università di Siena ha coinvolto nel digital debate sul futuro dell’agroalimentare italiano, Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione.

In modo ancora più marcato – si legge ancora su Greenplanner – ha virato dal biologico, verso l’agricoltura rigenerativa, attuando sui campi alcune pratiche ancora più stringenti. L’obiettivo è quello di riequilibrare e rafforzare le piante attraverso l’incremento della sostanza organica e la rigenerazione del suolo. E, infatti, vengono adottate pratiche agronomiche che sono lo strumento per aumentare la microflora e la microfauna del suolo e gli insetti utili per conservare la biodiversità: l’inerbimento, l’utilizzo di preparati naturali per contrastare gli attacchi dei parassiti, il mantenimento dei residui di biomasse vegetali nei campi, l’autoproduzione di compost.


 

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