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Elezioni crotone, il comitato Magna Graecia si schiera con Sestito

 

E intanto le ambizioni del comitato che vuole costruire la grande provincia ionica crescono: «Non più golfo di Taranto ma golfo della Magna Graecia»

«La battaglia intrapresa verso i fulcri del potere centralista registra sempre maggior interesse nelle popolazioni joniche. Queste ultime vessate da anni di politiche irriguardose e mortificanti sia verso il Crotonese sia  verso la Sibaritide, dove le due città più rappresentative ai relativi ambiti, Crotone e Corigliano Rossano, sono state rese larve indifese e ricettacolo di miseria». È quanto sostengono i promotori del comitato Magna Graecia pronti a scendere in campo, di fianco a Filippo Sestito, in vista delle prossime elezioni amministrative del comune di Crotone. Un segnale importante per dare vita, futuro e supporto al progetto della grande provincia ionica.

Un organizzazione ad ampio raggio. Saranno individuate prossimamente due sedi di riferimento relative agli ambiti di Crotone e Sibari, nella città di Crotone ed in quella di Corigliano Rossano, rispettivamente indicate come co-capoluoghi dell’Area vasta Magnograeca.

«L’idea politica – si legge nella nota – resta comunque trasversale a tutte le casacche, essendo la stessa partorita come necessaria e sufficiente al benessere di una popolazione, quella jonica appunto, vessata, dimenticata, esautorata ed abbandonata dallo Stato. Negli ultimi 30 anni, lo Jonio ha assistito, con la complicità di un gregariato politico locale, agli abusi politici dei Capoluoghi storici. Le politiche centraliste di Cosenza e Catanzaro, hanno fatto man bassa di tutto, riducendo al lumicino i servizi e costringendo le popolazioni joniche al fenomeno migratorio verso le piazze del Nord Italia e verso l’estero, laddove l’offerta di lavoro  soddisfa le esigenze dei nostri cervelli in fuga e delle nostre maestranze in tutti i settori. Inoltre la definitiva chiusura dei poli industriali di Pertusola e Montedison, nonché della centrale Enel hanno dato il colpo di grazia con una perdita notevole di salari, un tempo spalmati sulla classe operaia, il tutto con grave nocumento al rapporto di gettito sulle due principali città».

Ecco perché, a parere del Comitato, «la consapevolezza di unire le forza del Crotoniate e della Sibaritide è un processo storico non più differibile, pena il definitivo tracollo e desertificazione dell’area, che contrariamente, in entrambi i casi separati, non disporrebbero dei numeri necessari per poter sedere ai tavoli della dignità, parimenti ai capoluoghi storici calabresi».

E quindi l’endorsement a Sestito. «Restiamo in attesa delle prossime elezioni amministrative che vedranno al voto diversi centri dell’area Magnogreca: da San Giovanni in Fiore a Ciró Marina, da Casabona a Pietrapaola ed altri, passando per il capoluogo Crotone, laddove è stata espressa una indicazione verso la figura di Filippo Sestito, già rappresentante crotonese del Comitato, quale Candidato incarnante i principi per cui il Comitato si batte. A Filippo Sestito i fondatori del Comitato hanno affidato il compito difficile e complesso della redazione delle liste e della strutturazione di un programma specifico per Crotone. La filosofia pregnante del comitato è quella secondo la quale in ogni Comune debbano essere i rappresentanti del posto a fare da filtro e allestire la squadra di governo. Nelle prossime ore il Comitato scioglierà la riserva circa il lavoro di ricognizione posto in essere dal candidato indicato. La campagna elettorale non è semplice, tanto a Crotone quanto in tanti altri comuni in cui si vota. Si notano eccessivi personalismi e individualismi che si traducono in pericolosa disgregante frammentazione».

«Lo “Jonio al centro” degli interessi preminenti: è questa la mission del comitato che mira non solo a costituire un’area vasta denominata “Magna Graecia” ma, in prospettiva, a guardare al dì là del Golfo di Taranto e tradurlo in Golfo della Magna Graecia nell’ambito di una nuova Regione che da Gallipoli fino al Crotoniate abbracci tutte le aree rivierasche e pedemontane in un unico progetto politico-istituzionale, tale da trattare tematiche comuni alle comunità che conservano affini interessi».


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