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In Calabria è scontro tra i sindacati e Enel: «Servono più assunzioni»

Nel 2019, scrivono i sindacati, rispetto al piano di assunzioni di  e-distribuzione il comparto lavoro è sotto di 5 unità 

È una nota dura quella che i sindacati confederati del comparto elettrico Filctem CGIL, Flaei CISL, Uiltec UIL hanno messo nero su bianco per ricordare gli impegni disattesi da Enel nei confronti della Calabria. C’è un piano di assunzione non rispettato, anzi in deficit; c’è un piano di riorganizzazione nazionale del personale e dell’operatività del comparto che tiene poco conto delle esigenze della Calabria e delle sue difficoltà orografiche. C’è, infine, un tempo – quello dell’emergenza Covid – che ha messo a dura prova la “macchina umana” che sta dietro alla produzione di energia elettrica.

Di seguito, lo sfogo dei sindacati:

Se non fosse che in Calabria la situazione è ancora più grave da quanto rappresentato dal comunicato Sindacale Nazionale dello scorso  2 luglio, a seguito dell’incontro nazionale con Enel del 1 Luglio, non avremmo avuto nulla da ribadire. Come Segreterie Regionali Filctem CGIL, Flaei CISL, Uiltec UIL, intendiamo esprimere un forte e chiaro  disappunto sui temi proposti dall’azienda.

Ci pare  incomprensibile, come e-distribuzione intenda mettere in campo, una serie di modifiche organizzative che non tengono per nulla conto delle reali esigenze dei territori, dimenticandosi che ancora ci stiamo leccando le ferire dell’ultima riorganizzazione (rivoluzione) del 2018 che, nonostante il parere negativo del Sindacato Nazionale e Regionale avete voluto metterla comunque in atto con  un evidente allontanamento del territorio, il superamento della DTR Calabria, l’accorpamento di un numero consistente di U.O. con un taglio del  35% e facendo in modo che i lavoratori delle U.O. interessate  debbano  muoversi su un territorio molto più ampio rispetto a prima e senza trascurare che del  territorio Calabrese solo il 9% e pianura, il restante 91% si estende su colline e montagna.  

Sarebbe stato auspicabile e sicuramente più comprensibile, se tutto ciò si fosse affrontato  dopo questo periodo forte incertezza, dove l’unica cosa certa era e rimane  la centralità e l’importanza della Rete Elettrica  per il paese Italia.

Rete Elettrica che rappresenta anche il sistema nervoso del futuro del paese. Un futuro che ha visto una accelerazione importante e per il quale vi è la necessità di investimenti degni di una aziende che svolge un servizio essenziale per il paese e per i cittadini.

Bisogna riconoscere che, il volume degli investimenti che si dichiara di voler mettere in campo è importante – L’esperienza fatta anche in questo periodo ci insegna però che una organizzazione aziendale  deve essere pronta a fornire il servizio in qualsiasi situazione attraverso la presenza territoriale e un numero adeguato di lavoratori –Per tanto non è possibile sostenere l’idea che un numero ridotto all’essenziale, può dare risposte alle situazioni normali, ma nelle situazioni d’emergenza entra in crisi e ci si affidi soltanto alla buona volontà alla resistenza e  alla grande responsabilità di questi lavoratori -per cui anche per realizzare le cospicue somme d’investimenti bisogna investire in ciò che è la vera spinta propulsiva di e-distribuzione, ovvero il capitale umano. Non è certo con strategie poco illuminate, perché influenzate da mere logiche finanziarie, che si risolvono i vuoti che nel tempo, proprio a causa di progetti poco lungimiranti, si sono venuti a creare.

Certamente le assunzioni e gli investimenti non possono essere legati da progetti aziendali di esternalizzazioni  o a cambi di orario o  modifiche del modello di reperibilità  

In Calabria occorre  fare  assunzioni, l’attuale organico  non è sufficiente a sopperire a tutti i vuoti presenti in  e-distribuzione – Ricordiamo che rispetto al piano di assunzioni 2019 siamo a quota meno 5.

Da troppo tempo, ormai, i carichi di lavoro sono eccessivi,  su tutti i fronti  dalle UO, il pronto soccorso della rete, ai CO, alle varie attività tecnico impiegatizie. Oggi un operativo viene impiegato come operaio 4.0- operaio/tecnico- verificatore e in alcuni casi da impiegato/tecnico. Da troppo tempo, vi chiediamo attenzione  sulla reperibilità in cabina primaria. Da troppo tempo, la reperibilità Operativa non riesce ad avere una turnazione secondo la norma contrattuale.

In tempo di covid e di cellule distinte tra lavoratori, abbiamo certamente compreso il momento e con grande senso di responsabilità abbiamo anche invitato i lavoratori a fare ulteriori sacrifici. Che sono prontamente arrivati come sempre! L’emergenza, non può nascondere la realtà degli organici, che da tempo recriminiamo essere sotto la soglia minima.

E dunque non è certo con reperibilità di zona, orari sfalsati o manovre date alle ditte esterne che per noi rimangono sempre attività esclusive e core, con ancora l’art. 177 solo rinviato, che si da risposta alle tante criticità. 

Riteniamo che a livello nazionale sia necessario riprendere un  confronto serio e costruttivo che abbia come faro un’idea di futuro,   in modo  che risponda con la massima chiarezza  a tanti temi aperti, temi che impattano sul lavoro quotidiano dei lavoratori e di e-distribuzione, un futuro sempre più da protagonisti. Esprimiamo pieno sostegno alle Segreterie Nazionali  sapendo fin da ora che come Calabria siamo pronti a mobilitarci nel caso la discussione dovesse avere un mero carattere di comunicazione che svilirebbe le buone relazioni e l’ottimo lavoro fatto fino a questo momento anche in tema di emergenza Covid.

E’ arrivato il momento che ci sia un vero  confronto che  vada oltre le vecchie logiche  e che ci permetta di traguardare insieme un new deal, che possa essere davvero uno dei punti che verranno indicati come storici, per la ripresa della nostra Calabria e della nostra Italia.


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