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Corigliano-Rossano si è fermata in ricordo di Fabiana Luzzi

 Sono trascorsi 7 anni dall’uccisione della ragazza. Il sindaco: «Commemoriamo per smettere di dover commemorare»

Nella mattinata di domenica 24 maggio, in una struggente cerimonia, la comunità ha stretto in un abbraccio forte e simbolico la famiglia della ragazza. Alla cerimonia, per l’occasione, hanno preso parte i familiari di Fabiana, il sindaco del comune unico di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, l’assessore alla Cultura e alla Solidarietà, Donatella Novellis, ma anche i rappresentanti dell’Associazione AntiViolenza “Fabiana Luzzi” e dell’Associazione Mondidiversi Onlus. Molto significative le parole di papà Mario: «L’Italia è un paese che commemora ma spesso dimentica di fare in modo che non ci siano altre persone da commemorare, da piangere». Da qui, tra la commozione negli occhi dei genitori, il sindaco Flavio Stasi afferma: «Il ricordo di Fabiana è parte integrante della memoria di Corigliano-Rossano, e la memoria dona eternità.Ed allora oggi la città di Corigliano-Rossano si stringe attorno alla famiglia di Fabiana, a tutte le famiglie costrette a subire un dolore tanto lancinante, con la certezza che il ricordo di Fabiana dia la forza ed il coraggio a tante ragazze di denunciare, di reagire, di parlare, ma anche affinché lo Stato e tutte le istituzioni, compreso il nostro Comune, si attrezzino per ascoltare, intercettare e dare risposte a tutte le donne in difficoltà. Commemoriamo per smettere di dover commemorare».

Importante fu anche l’intervento dell’assessore Donatella Novellis: «La forza di quell’evento tragico che si rinnova nel ricordo di un’intera comunità, non solo di chi l’ha conosciuta, frequentata e amata, deve continuare a riguardarci. Oggi come allora deve servire a richiamare tutti alla responsabilità di un percorso educativo contro la violenza di genere, da promuovere dal basso e a 360°».

In ricordo della giovanissima Fabiana, il sindaco Flavio Stasi e l’assessore Donatella Novellis hanno partecipato oggi al consueto evento della deposizione della rosa bianca, l’omaggio simbolico sul luogo del ritrovamento, che in ottemperanza alle disposizioni previste per l’emergenza Covid-19 non è stato aperto al pubblico. Al momento di raccoglimento hanno partecipato solo le operatrici del centro antiviolenza Fabiana e dell’Associazione Mondiversi Onlus e la dirigente scolastica dell’Istituto Palma: «Ti pensiamo e continueremo a farlo negli anni a venire. Parleremo di te e porteremo avanti, in tuo nome, una battaglia difficile, ma possibile. Perché le donne, tutte le donne, possano respirare e camminare senza doversi voltare indietro, possano guardare con fiducia al futuro che hanno sempre sognato di vivere».


      

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